Sono entrato per caso. Anche se niente succede per caso. Stavo pensando (pensiero, movimento, forza) ad una persona cara, e....eccomi qua sperando di trovare tante persone, come me, come noi, come tutti.




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arcobaleno


martedì, novembre 03, 2009


Bambino



Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia

legalo con l'intelligenza del cuore.

Vedrai sorgere giardini incantati

e tua madre diventerà una pianta

che ti coprirà con le sue foglie.

Fa delle tue mani due bianche colombe

che portino la pace ovunque

e l'ordine delle cose.

Ma prima di imparare a scrivere

guardati nell'acqua del sentimento.



Alda Merini


postato da leonatopo alle 12:30 commenti

lunedì, ottobre 26, 2009



RIFLESSO D'ARGENTO



Ieri sera, un sole incredibile per questo periodo.


Saranno state le 16,00. Ho alzato gli occhi, quasi istintivamente,


non so perchè.


Sopra di me, una formazione a "v" grande, ma grande davvero.


Erano tanti, tantissimi, ma uno solo.


Dietro, il sole e un azzurro indescrivibili.


Un riflesso, d'argento, silenzioso e uniforme.


Anche a terra, le macchine non sono passate in quei


pochi, interminabili secondi.


 


Bellissimo.


 


Pura estasi nel cogliere il senso di questa reale visione.


Ho provato a contarli....uno, due, tre , dieci, venti


solo UNO, airone.



Per questo, oggi, sto bene.


Anche un riflesso può modificare la Vita.



Gianluca



postato da leonatopo alle 11:52 commenti

lunedì, ottobre 19, 2009






senza parole....

postato da leonatopo alle 19:10 commenti (2)

lunedì, ottobre 12, 2009



             Le stelle



Quante volte ho guardato le stelle;


le prime volte mi chiedevo perchè.


Poi ho iniziato a tacere.


Poi ancora ho iniziato a non pensare.


Sono riuscito anche a chiudere gli occhi


e a Sentire le stelle.


Quante volte ho creduto di aver capito.


Poi, tra le stelle, vedevo il buio.


Poi, tra il buio, vedevo la Luce.


Ho capito che anch'io, anche noi


Siamo le stelle.


Ho capito che tutto esiste da sempre


ed è così perfetto che nessun gesto umano o non,


nessun accadimento, in quanto tale, può modificare


ciò che è eterno.


Però è bellissimo Sentire le stelle,


sapendo che noi Siamo stella e acqua e colori e suoni


e Magia.


Per sempre.


Gianluca



postato da leonatopo alle 17:21 commenti

lunedì, ottobre 05, 2009


ho tirato i sassi







Stamattina, andando al lavoro,

camminavo a piedi; giacca, cravatta e 24 ore.



Temperatura meravigliosa, fresca.

Un pallido sole, silenzio lungo il greto del torrente.



Ho guardato l'acqua e la consueta corrente

trascinava tutti i pensieri e i miei anni.



Ti ricordi, papà,

quand'ero bambino? Il furgoncino della ditta

intriso d'aroma di caffè, i bloc-notes piccoli,

rettangolari con l'intestazione scura, in alto.



"Dai, che affondiamo le navi, dai vieni

piccolo Gian!"



Pochi istanti ed ecco tre, quattro, cinque

barchette di carta, navigare disordinatamente

tra i flutti dispettosi.



"Dai, prendi i sassi, quelli grossi, belli, tira, tira...vince chi ne affonda

di più, dai"



I tuoi capelli ancora non del tutto bianchi, le tue

risa e il mio gridare di gioia, innocente, felice.



"Dai che dopo lo raccontiamo alla mamma,dai, tira"



"Io, io l'ho affondata io, papà! No, sono stato io...no"



*********************************



Chissà se mi hanno visto, stamattina presto,

con la valigetta in mano, la giacca e i capelli bianchi;



ho preso i sassi e tiravo, uno, due, tre e ancora

tanti sassi, uno dopo l'altro. E intanto, nei miei occhi,

passavano le barchette e vedevo il furgoncino

parcheggiato un po' più in là.



Colpita una, l'altra no, plunf, plunf...grossi cerchi nell'acqua

a vuoto, tutti a vuoto, ma mai così precisi e intensi.



Istanti felici, profondi prima di entrare nel solito

mondo fatto di interessi, convenienze e compromessi,

dove servono la giacca e la 24 ore, ma dove

le barchette di carta non possono entrare.



Ma io ho tirato i sassi lo stesso, papà,

e sono stato felice.



Possono costruire sul mio campo, distruggere tutto,

ma non l'acqua, i sassi, le barchette, il furgoncino,

la Vita....



Gianluca

(a papà)







postato da leonatopo alle 16:22 commenti (3)

martedì, settembre 29, 2009


Leggera Malinconia



E' un giorno un po' così, di maliconia leggera.


Se ne va anche l'ultimo pezzo verde della mia infanzia e giovinezza.


Si, lo so che esisterà per sempre.


Ma non vederlo più, tutte le mattine, sarà come perdere qualcosa di me.


Quelle piante, quell'erba, quella terra e quella vicinanza al torrente,


le sento profondamente mie ed inviolabili. da sempre.


Da bambino mi ci sedevo, mi ci rotolavo e quardavo i sassi e le foglie,


poi i colori.


Poi ancora i suoni, i gatti e i grossi ricci e i nidi dei merli, a mezz'altezza


nei cespugli.


Era proprio impossibile che rimanessi così, vero, caro vecchio mio campo?


D'altra parte eri ormai circondato, sei resistito finora e, in nome del dio denaro,


ora la tua terra sarà strada, sarà parcheggio sotterraneo, sarà appartamenti,


sarà cemento per affitti e vendite.


Ma tanto, lo sappiamo solo io e te, vero caro vecchio mio campo; un giorno


tornerà tutto come prima, sarai di nuovo tu l'incontrastato protagonista


del giorno, della sera ed io potrò ancora rivedere con quegli occhi di


bambino, l'alba, il sole, il temporale e l'acqua del torrente.


Quel giorno io e Te, caro mio vecchio campo, saremo la stessa cosa.



Gianluca



postato da leonatopo alle 14:45 commenti (2)

domenica, settembre 27, 2009


c'è ancora?


(lettera a Paolo Barnard)



Davvero, c'è ancora qualcosa o qualcuno in cui credere?


In cui riporre speranze?


C'è ancora la voglia di...Vivere?


"....Ci muoviamo, mangiamo e andiamo in ferie, ma dentro siamo estinti, come mai lo fummo in 20 secoli di Storia.....


e ancora scrive Paolo Barnard


"....Basta fermarsi su un marciapiede e guardare le auto, solo guardarle per pochi secondi con gli occhi di chi è arrivato sulla Terra per la prima volta un quarto d'ora prima. Basta pensare: perché lavoro per vivere?... e perché in queste condizioni?, e però vedere che tutti continuano a farlo, a capo chino. Basta guardare l'arrivo delle Star sul tappeto rosso del Festival di Venezia col volume della Tv spento, guardare loro e noi, e chiedersi: ma perché? Basta questo...."


ed ha ragione. La ragione di chi, guerriero di mille battaglie, è in piedi


ma sente tutto il peso, tutta la stanchezza, tutta l'amarezza di chi sembra lottare senza più senso. E le gambe cominciano a cedere...


Ma, io penso che, finchè ognuno di noi cercherà negli altri ciò che egli stesso sente, non lo troverà. Non riuscirà a trasmetterlo con l'esempio, seppur nobile e onesto.


Io credo che tutto abbia un senso; e non penserò mai, caro Paolo, di essere nel mondo dei Terminator.


Può darsi che la mia sia davvero solo un'illusione; ma non crederò mai, mai e poi mai che, nel mondo dei Terminator, esistano delle persone come te e come pochissimi altri che hanno e combattono battaglie a prezzo durissimo, ogni istante della loro Vita.


La mia vita può essere illusione; la tua, la vostra assolutamente no.


Mio figlio ha vent'anni e, Insieme, leggiamo i tuoi scritti e, Insieme cerchiamo di capire, di ragionare, di poter vedere con occhi diversi. Credo sia importante cercare di far questo; poi non so se i nostri figli saranno diversi da noi, dalla mia generazione che, per mille motivi, è senza schiena, senza orgoglio e sopravvive nell'ipocrisia dell'indifferenza.


Perciò scrivo e dico a voce alta: a te Paolo e a tutti coloro sono in grado di capire certe cose che noi, massa, non vediamo minimamente, se siete onesti moralmente e nel fondo, CORAGGIO, non perdete il coraggio di ciò che SIETE, non per vostra scelta, ma per motivo preciso.


Ho una Speranza, molto forte.


Non lasciate che noi crediamo al mondo dei Terminator; esso non esiste, mentre invece è mostruosa la FORZA di tutti coloro che combattono, ascoltando solo il proprio Intimo.


Siamo Soli ma fortissimi; anche Sarah Connor, da sola, ha sconfitto il Terminator.



Gianluca





postato da leonatopo alle 11:28 commenti

giovedì, settembre 24, 2009


Questa nostra epoca, la generazione dei miei anni




(quasi 50)  è quella che ha potuto "usufruire" dei




sacrifici e delle vere lotte di uomini che sono stati dei




veri eroi; uomini che non hanno accettato supinamente,




non hanno piegato la testa, non hanno rinunciato, hanno lottato




con il sudore e con il sangue.




Noi invece stiamo assistendo con l'indifferenza e l'ipocrisia




di chi vuol salvare il piccolo orticello e, nonostante ce ne




tolgano un pezzetto alla volta, cerchiamo di restare in




equilibrio, anche con una gamba sola, appesi a quel filo




sempre più esile...




Ma c'è una logica assoluta a tutto questo; i nostri genitori




sono usciti da una guerra devastante, hanno sofferto in




maniera indicibile lutti, fame e privazioni di ogni tipo.




E i nostri figli invece sono nati nel benessere totale,




con acqua tutti i giorni, cibo, soldi, macchine e pieno




mascheramento della Verità. Tutto basato sulle illusioni.




Ma siamo noi, la nostra generazione, che sa e non fa;




che ha visto e accetta tutto; che cerca solo di sopravvivere;




che crede solo nella furbizia come dote vitale; che non




riconosce i pochissimi che riescono, che cercano di informare




e farci ragionare, senza imporre, senza comandare, senza




la priorità del potere e del denaro. Uno di questi è Paolo Barnard.




****************************************


 


(dal sito di Paolo Barnard)





47.000 euro.







La sentenza del tribunale di Roma è arrivata. Paolo Barnard, la RAI e Milena Gabanelli sono condannati a pagare 47.000 euro di danni al dirigente di una multinazionale del farmaco che fu da me filmato, in qualità di redattore di Report, mentre ammetteva l'esistenza della corruzione dei medici durante i congressi-vacanza di lusso (reato penale che danneggia milioni di ammalati, e che ne uccide ogni anno migliaia).







Come è noto (http://www.paolobarnard.info/censura.php), RAI e Milena Gabanelli mi hanno non solo abbandonato in giudizio, ma si sono accaniti affinché il giudice mandasse solo me al macello dei risarcimenti, nonostante l'inchiesta in oggetto fosse stata da loro voluta, apprezzata, vagliata, e replicata. Come è noto (http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=133), oggi la scure maneggiata contro di me dal binomio RAI-Gabanelli si è abbattuta proprio sulla conduttrice di Report. Come è noto, nel 2008 io da solo denunciai pubblicamente l'abominio dell'abbandono legale da parte degli editori ai danni dei loro giornalisti free-lance quando vengono denunciati dai 'gaglioffi' smascherati dalle loro inchieste. A quel tempo Milena Gabanelli e i suoi valenti redattori mi diedero del vigliacco piagnucolante. Non gradiva, la 'paladina', che si sapesse ciò che ella stava facendo contro di me e contro l'anima stessa della libera informazione pur di compiacere ai suoi dirigenti in RAI.







Oggi Gabanelli, privata dell'assistenza legale, reagisce stoicamente: "Continueremo comunque". Report andrà in onda lo stesso. Ma in quel modo la signora di Report ha per la seconda volta cucinato la sua viltà e la sua paura di perdere la carriera in RAI sfornando un finto eroismo. Quasi tutti ci sono cascati, e sono in tripudio per il 'coraggio' di questa donna e dei suoi seguaci nell'andare avanti in ogni caso. Coraggio?







L'andare avanti in ogni caso di Milena Gabanelli è l'esatto contrario, è il piegarsi alla logica abietta del 'padrone' RAI permettendogli di perpetrare la sua ingiustizia senza conseguenze, senza cioè una ribellione pubblica della redazione del programma, alla stregua di ciò che fece il pool di Mani Pulite nel 1994 contro altri abietti padroni; senza una presa di posizione pubblica di Gabanelli contro i suoi datori di lavoro, che farebbe clamore; senza un incrociare le braccia chiamando a raccolta altri giornalisti per paralizzare i palinsesti in difesa del diritto alla tutela legale, cioè lotta civica, che è ciò che fecero per secoli i veri eroi dei nostri Diritti. Ma quegli eroi, a differenza di Milena Gabanelli, accettavano di pagare il prezzo del coraggio. Un prezzo che lei non pagherà mai e poi mai, perché il rischio per lei e per i suoi vassalli è di perdere ben di più di qualche causa civile. Il rischio è di perdere la carriera, la fama, lo stipendio, le amicizie che contano nel nome di un battaglia per un principio. Meglio di no, meglio chinare il capo e farla passare liscia agli scherani del Cavaliere a viale Mazzini. Questo è il suo 'coraggio'.







Ciò che voi, pubblico, guadagnerete dal permanere in onda di Report a ogni costo (a ogni costo), è mille volte inferiore a ciò che perderete. Perché nel breve termine avrete ancora qualche sprazzo d'informazione, ma nel lungo termine morirà per sempre il coraggio di ribellarsi radicalmente, e con esso non morirà solo l'informazione, ma anche la speranza. Se non capite questo, è finita.







Nel 2008 chiesi pubblicamente a Report di schierarsi con me nella denuncia degli editori che abbandonano i loro giornalisti. Certo, il rischio era altissimo, e io ho pagato le conseguenze di quella denuncia, pesanti, tanto. Dalla redazione di Gabanelli mi arrivò disprezzo, "noi continuiamo a lavorare", mi scrissero col piglio 'eroico' del lavoratore che non vuole disturbare il padrone. Non sapevo che il coraggio si esprimesse così. Per fortuna, così non lo espressero per secoli gli uomini e le donne cui dobbiamo ogni libertà che ci è rimasta.




Paolo Barnard


********************************************************
















postato da leonatopo alle 16:56 commenti

sabato, settembre 19, 2009


Ipocrisia



Lo scrivo e lo affermo a voce bassa


pacatamente e tranquillamente.


Provo dolore per le madri, le mogli e i figli


dei caduti.


Ma quanto inutilmente hanno dato la vita


queste persone.


Qualcuno mi ha scritto che, pur rendendosi conto


del "peccato" che commette, non riesce a


provare pietà e compassione per chi, cade,


imbracciando le armi per denaro.


Ed ha ragione, purtroppo.


Infatti ogni forma di arma, di offesa va


rifiutata, va cancellata.


E' pura ipocrisia affermare che siamo


portatori di pace in terre dove c'è la guerra.


Falsità assoluta.


Siamo li, con le armi in mano, per il denaro.


Come sempre! E, come sempre, il prezzo


da pagare è alto, altissimo e noi lo


accettiamo, ma ciò che è peggio, lo condividiamo.


Vorrei chiedere; chi restituirà alle madri, ai figli,


alle mogli? Un bel funerale con una bara avvolta


nel tricolore? Il capo dello Stato, affranto?


Il denaro?


Pazzi e stolti siamo, quando condividiamo tutto ciò.


*********************


Ma, mentre affermo questo, colmo di


rabbia e dolore, la mia "fede" mi dice che


ognuno di noi deve fare il suo percorso, che tutto


ciò deve compiersi, nonostante tutto.


E questo non significa accettarlo! Lo accettiamo


solo se, ipocritamente, condividiamo ciò che


vorrebbero farci passare come verità.


No, la nostra unica arma è rendersi consapevoli.


Studiare a fondo, parlare, comunicare, diffondere


parole di Speranza.


La Speranza che ognuno di noi comprenderà,


farà propria la Certezza che, un giorno, tutto ciò


sarà superato, sarà abbandonato.


Diffondere rabbia, veleno, odio serve solo


ad alimentare questo Sistema di orrore e devastazione.


Cerchiamo....Insieme, di capire.



Gianluca




postato da leonatopo alle 11:35 commenti (1)

giovedì, settembre 17, 2009


…………………………….


 


“Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud.


Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.


Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà; e se l’America vuole essere una grande nazione possa questo accadere.


………………….


 


Da ogni pendice risuoni la libertà.


E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, cattolici e protestanti, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual: "Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente".


                                                                      Martin Luther King



postato da leonatopo alle 16:57 commenti

sabato, settembre 12, 2009


a volte  (...avvolte...)



Poche parole


pochi minuti


danno senso, scopo


ad una vita.



A volte


anche solo il silenzio


esprime, penetra,


dirompe


più di ogni gesto travolgente.



Sto imparando a Vivere.



Cercando di esprimere con ogni mezzo


ciò che provo profondamente.



E' difficile....avvolte...


non esagerare


non enfatizzare


non aumentare


non essere se stessi.


E' più facile, tutto questo.



Poi, a volte,


dei lampi di comprensione


e la gioia ti inebria, ti avvolge,


ti compenetra,


ti stordisce persino.



Occhi, coccinelle e colori.


Luce tenue come ambra.


Sensazioni d'anime....avvolte.



Mani e colori.



Semplicemente e naturalmente.


Gianluca



postato da leonatopo alle 09:34 commenti (2)

lunedì, settembre 07, 2009


Il complotto degli idioti  (Paolo Barnard)



"Il complotto c'è, ma non è quello che credete. Innanzi tutto non ne è protagonista Berlusconi, questa volta. Poi non ci sono eminenze grigie che si incontrano nei palazzi del potere italiano per tramare accadimenti. Infine è smascherabile con facilità. E' il complotto degli idioti, dei sopraffini stolti che rispondono al nome di Gruppo Editoriale l'Espresso e Repubblica, di IDV (col seguito grill-travagl-guzzan-santoriano), e infine di 'belle anime' dell'intellighenzia italiana che stanno fioccando a firmare la cosa più inutile degli ultimi 20 anni. Un drappello di disorientati sepolti da 15 anni di sconfitte a rotta di collo e ridotti a sbraitare di nani e ballerine nel più duraturo smarrimento politico che si ricordi nell'Italia moderna. Ma loro no, duri insistono, fessi indefessi.



Prima di svelare il complotto, vi invito a un gioco utile. Facciamo che io non sono un giornalista, e che sono invece un cittadino al bar che legge il giornale, e che usa la sua testa (cioè fa informazione, la vera unica informazione utile per lui/lei persona).



Leggo: ROMA - “Dino Boffo si è dimesso da direttore dell'Avvenire con una lettera inviata al cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana: "Non posso più accettare una guerra sul mio nome". Immediata la replica della Cei che ha accettato la scelta "con profondo rammarico". "Non posso accettare che sul mio nome si sviluppi ancora per giorni e giorni una guerra di parole che sconvolge la mia famiglia e soprattutto trova sempre più attoniti gli italiani".



Poi però penso: Perché si è dimesso? Dicono che è innocente, che sono balle già ampiamente smentite. Ha il Vaticano dalla sua, compatto. Allora: 'sto tizio ha dalla sua un arsenale atomico, e scappa davanti alla cerbottana di Feltri? Non mi quadra.



Leggo: “Bagnasco: Attacco mediatico inqualificabile. Il presidente della Conferenza episcopale Italiana, cardinale Angelo Bagnasco, prende atto con rammarico delle dimissioni irrevocabili del dottor Dino Boffo dalla direzione di Avvenire. "Nel confermargli, personalmente e a nome dell'intero episcopato, profonda gratitudine per l'impegno profuso in molti anni con competenza, rigore e passione, nel compimento di un incarico tanto prezioso per la vita della chiesa e della società italiana - afferma la nota della Cei - Bagnasco esprime l'inalterata stima per la sua persona.



Leggo: “Avvenire: Bassa macelleria giornalistica. Si è trattato di un'operazione di bassa macelleria giornalistica. Il direttore de Il Giornale - e gli altri che via via si sono accodati - nascondendosi dietro al diritto di cronaca ha frantumato la deontologia del nostro mestiere, ha calpestato i sentimenti e l'onore di Boffo e della sua famiglia. Ringraziando Boffo per i suoi quindici anni alla direzione del loro quotidiano, parlano di un "plateale e ripugnante attacco" e promettono di continuare il loro lavoro al servizio della democrazia e della Chiesa”.



Poi però penso: Un attimo. Stima inalterata, rammarico, gratitudine, uomo competente, rigoroso, prezioso alla Chiesa… e lo scaricano. Al suo giornale parlano di onore, ringraziamenti, ripugnante attacco…  e lo scaricano. Volete farmi credere che se Bagnasco o il suo capufficio tedesco avessero detto “Ehi, Boffo, ma dove credi di andare? Tu stai qui e qui rimani”, il pio Dino si sarebbe impuntato? Non quadra. L'hanno scaricato. Perché?



Leggo: ROMA - “La notizia delle dimissioni del direttore di Avvenire viene battuta dalle agenzie mentre il Consiglio dei ministri è agli sgoccioli. Gianni Letta l'aveva saputa in anticipo, direttamente dal cardinale Bagnasco… (Per Berlusconi) ecco i due fronti su cui far scattare la controffensiva: biotestamento e accordi sulle candidature per le regionali di marzo… “Dobbiamo capire cosa fare con Casini” - ha poi proseguito il premier passando a parlare di regionali – “se dobbiamo lasciarlo andare da solo o se invece non ci convenga provare un accordo”. Domanda retorica se è vero che Berlusconi avrebbe già affidato a Franco Frattini l'incarico di trattare riservatamente con Casini le condizioni per un'alleanza con il Pdl. L'accordo con il figliol prodigo insomma è un tassello fondamentale della strategia di Berlusconi. Non solo per riallacciare un rapporto positivo con la Cei…



Poi però penso: Bagnasco che frigge dall'indignazione per la sorte dell'agnello sacrificato Boffo, ma chiama Letta. Gianni Letta, forse il più notorio mercante di vacche della Storia repubblicana, e per dirgli cosa? Guarda caso, poi Berlusconi rapidamente sgancia l’obolo al Vaticano: assicurazioni del passaggio liscio di un testamento biologico-cilicio fra Camera e Senato, col silenzio assenso di Fini, e l'apostolo Pierferdinando di nuovo fra i dodici. Al mercato delle vacche si sono detti: tu mi levi di torno quel veterinario rompicoglioni e metti in riga la sua truppa, io ti do cinque buoi e dieci galline. Qua la mano.



E vengo al complotto degli idioti.



Leggo: “Dai calcoli che hanno fatto vedere al premier sarebbero infatti 7 su 13 le regioni in cui l'apporto dei centristi è determinante: il Piemonte, la Liguria, le Marche, il Lazio, la Campania, la Puglia e la Calabria. La Lega infatti ha alzato il prezzo e pretende tre regioni 'pesanti', mentre Berlusconi non può permettersi di cedere la Lombardia perché teme l'ira di Formigoni e paventa un suo immediato passaggio tra i centristi."



Poi però penso: Fa sempre schifo il mercato delle vacche romane, ma a pensarci bene anche se nelle stanze dei bottoni i politici giocano il loro Monopoli, come fanno poi a trasformarlo in realtà? Perché un conto è dire “Pierferdinando, tu mi dai tot voti per avere la Liguria”, oppure, “Silvio, io la Lombardia non la mollo a Umberto”, ma poi devono fare i conti con la gente che vota, e come fanno a essere così sicuri che voteranno esattamente secondo gli inciuci prestabiliti? Già, come fanno? Come fa Casini a promettere tot casalinghe e benpensanti a colpo sicuro al destinatario? E allora diciamocelo chiaro: siamo noi italiani a fare la differenza, siamo noi alla fine che da capre fetenti permettiamo ai politicanti di rimestare sterco all'infinito. Siamo noi, gli stronzi, e allora che senso ha fare i crocchi di belle anime intelligenti e firmare appelli che solo la minoranza dei disorientati perdenti di cui sopra abbraccia? Che senso ha questo stolido complotto che si accanisce maniacalmente sul Cavaliere, quando egli è solo l’ombra sul muro di milioni di italiani?  Non converrebbe lavorare per cambiare quegli italiani?



Siamo noi, non lui, cari Repubblica, Espresso, Times, El Pais, D'Avanzo, Flores D’Arcais e soci. E piantatela di sbraitare baggianate come “Dino Boffo è stato ucciso sulla pubblica piazza con una menzogna”, o “per punirlo delle sue opinioni, un uomo è stato disseccato da una mano micidiale che ha raccolto contro di lui il potere della politica, dello Stato, dell'informazione”, perché quel povero Cristo lo ha fatto fuori Ratzinger in cambio di cinque buoi e dieci galline. Piantatela di scrivere “Ora che c'è un morto, viene il freddo alle ossa pensare che anche una prudente critica, una sorvegliata disapprovazione può valere, nell'infelice Paese di Berlusconi, il prezzo più alto: la distruzione morale e professionale”. Davvero? Allora spiegaci, D'Avanzo, come è possibile che da  anni le orde grill-travagl-guzzan-santoriane troneggino in prima serata RAI e nei maggiori teatri, riversando di tutto su Berlusconi, se è vero, o anche solo ipotizzabile, che nell'Italia del Cavaliere persino “una prudente critica, una sorvegliata disapprovazione può valere, il prezzo più alto: la distruzione morale e professionale”. Ma la piantate di prenderci per il sedere? Perché tu e il tuo giornale di perdenti recidivi e di spocchiosi Micromegalici,  mentre complottate da straccioni per incidere un’inezia nella fiancata del bolide PDL, tacete oculatamente su ciò che a noi persone vere sta stracciando l'esistenza. Infatti, i vostri ignari intelligenti fioccano ad apporre la loro firma contro l’insignificante peduncolo italiano dei poteri sovranazionali, mentre il Trattato di Lisbona sta abolendo il nostro parlamento e il 90% delle leggi del Paese; mentre Obama ci costringe a sobbarcarci 28 miliardi di euro di spese militari, soldi che servirebbero ai disperati servizi pubblici italiani per reggere l'impatto divorante dell'apertura degli appalti al Libero Mercato delle corporations secondo gli accordi GATS dell'Organizzazione Mondiale del Commercio; mentre il ‘senato mondiale degli investitori internazionali’ ha già deciso in sei mesi di crisi il futuro lavorativo, matrimoniale, educativo, riproduttivo e democratico di due generazioni di esseri umani in tutto il pianeta, Italia inclusa; mentre “nel solo marzo del 2009, il governo di Roma  ha stanziato 12,8 miliardi di euro per salvare il settore bancario e quello auto/elettrodomestici… una cifra quasi identica a quella della finanziaria di quest'anno (13,1 miliardi), con la quale si sarebbe potuto aiutare il 38% delle famiglie italiane in difficoltà”; mentre le crisi – finanziarie, sanitarie o terroristiche - vengono create ad arte e a ritmo costante proprio per usare l'emergenza come demolitrice dei nostri diritti fondamentali acquisiti in 250 anni di lotte dal basso.



Ma voi, complottisti ossessionati dal peduncolo Berlusconi, chissà perché su queste cose non le fate mai le prime pagine, mai le raccolte di firme. Macché, e avete la faccia tosta di scrivere che gli inciuci Vaticano-Cavaliere o le sue scopate sono “la scena che dentro le istituzioni e nel Paese dovrebbe preoccupare chiunque”. Ma sta-te scher-zan-do? Non siete in malafede, salvo note eccezioni, siete proprio idioti purosangue. E voi, seguaci non pensanti dei complottisti disorientati, non ce la fate proprio a vedere che la pochezza di alcuni vostri paladini, e la palese falsità di altri, vi hanno ficcato in massa contro un muro a tirar calci a delle ombre per non farvi vedere l’orda di barbari che alle spalle sta saccheggiando la vostra vita?



Al mio bar chiudo il giornale, ma non prima di aver letto le parole più vere di tutta questa vicenda, cortesia di Silvio: “...i sondaggi ci danno sempre altissimi come fiducia, io sono oltre il 68 per cento”. Bè, se due più due facesse quattro a Repubblica, saremmo in un’altra Italia."



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mercoledì, settembre 02, 2009


TRIPUDIO



Io

so

così poco della Vita.



So

però

affidarmi alle sensazioni

alle Mie

ed

a quelle che sento negli altri

e dagli altri.



Con Te

avvolte

non serve niente.

Niente.



So

che

Tu

SEI

e

SEI con Me.



E' un tripudio,

La Vita.



Ti abbraccio, e ti sento così vicino: è quasi palpabile l'Energia, la Presenza dell'Amore.



Amo ciò che siamo insieme, ciò che creiamo.

E' solo Nostro, perchè siamo Noi.

MA è un pò di tutti gli Altri, perchè non ci abbandona mai.





Anima



(non esiste altro al mondo....grazie!)


 












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venerdì, agosto 21, 2009



Talento



Mi piace parlare, guardare, ascoltare e imparare da chi ha talento.


Ognuno di noi, ha talento. Ha un qualcosa in più, innato, che è li e deve essere solo


tirato fuori.


E' bello capire il talento, non il proprio, bensì quello degli altri.


E' meraviglioso e stupendo Vivere il talento delle persone.


Capacitarsi di quanto ci sia nelle persone. Chi ha talento,


esprime, crea, Vive.


E dona gioia, suoni e colori.


Tutti abbiamo talento, ma pochi lo esprimono compiutamente.


Se ascoltiamo l'Io, quel talento, si rivolterà contro. Se ascoltiamo il talento


quello esalterà se stesso e non il nostro Io.


E' bello guardare il sorriso di chi ha talento.


E soprattutto ascoltare il cuore di chi ha talento.



Gianluca



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lunedì, agosto 17, 2009



 


Quante volte ti ho messo qui, per guardarti, estasiato, di tutti i tuoi colori


e di tutti i tuoi suoni che, solo in pochi, riescono a sentire.


Bellissimo....



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giovedì, agosto 13, 2009


Ho guardato gli occhi di un malato di alzheimer, poi l'ho abbracciato


stretto, forte a me. Gli ho parlato, chiamandolo per nome, e mi è parso


di vedere barlumi di ricordi come lampi nel buio.


****************************


Nei suoi occhi ho visto i miei, ho capito che poteva essere uno specchio,


che è uno specchio, ogni parte e ogni cosa degli altri.


Poi ho sentito il respiro e mi ha sorriso, quasi riconoscendo me in lui.


****************************


Molte volte ho detto che, piuttosto di...sarebbe meglio che...se accadesse a me,


ma quelle mani, quegli occhi, quel sorriso....



Gianluca



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martedì, luglio 07, 2009



                            PINOCCHIO



Oggi pensavo proprio a quanto Pinocchio è ognuno di noi.


E su google, "fatalità", appare questo meraviglioso disegno,


in linea con il mio pensiero.


Fantastico il burattino senza fili, al quale nessuno di noi può sottrarsi;


nessun incarnato può dire, nella vita, di non essere mai stato un pinocchietto.


Magari simpatico, furbetto, ma sempre un Pinocchio. Soprattutto con se stessi


e, di conseguenza, con gli altri.


Oggi poi, sono andato in un sito, sempre "casualmente" e trovo una vecchia conoscenza,


incredibile ma vero che, sotto altra veste, continua ad ingigantire il suo Ego


spropositato, scrivendo tante di quelle stronzate così illogiche da far rabbrividire!!


Eppure c'è chi ascolta, partecipa, sodalizza e si sente assolutamente investito di....


tutte queste assolute cazzate.


Sono le necessità di ognuno di noi, in varie fasi della vita. Anch'io ci sono passato,


ma ho sempre cercato di farlo con logica, anche se è vero che, nei momenti di debolezza


estrema, mi appoggiavo a maniglie sbagliate e talvolta ipocrite.


E' bello però pensare che siamo tutti, in fondo, dei Veri Pinocchi.


Un sorriso.


Gianluca



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giovedì, luglio 02, 2009


E' una di quelle sere strane, particolari


dove, senza un motivo o forse per mille,


la tristezza silente ti avvolge e ti chiude lo stomaco.


Notizie di devastazione, di orrori e di dolore, ma anche di


incredibili salvataggi, di uomini infami ma anche di anime nobili.


Tutto questo, insieme a quei suoni misti a colori che si stanno


tramutando in oscurità,  portano malinconia e consapevolezza


di quanto poco o niente io sia.


Eppure è così bello Vivere i respiri.


Si, lo so, sembra un paradosso eppure è così.


E ancora, sogni che si accavallano nella mente lucida mentre


gli occhi restano aperti, quasi sbarrati.


Cerco di Vivere anche il battito di palpebra; è straordinario sentire il viaggio


della palpebra sopra la pupilla.


Però il dolore non passa; non è un dolore forte, ma insiste dentro, segna


l'anima.


C'è sicuramente un motivo per cui, stasera, provo questo.


Ci sono molte mani strette alle mie.


Vedo colori azzurro e verde.


Acqua che scorre. Silenzi.


Anche la tristezza e la malinconia servono stasera


per Amare.



Gianluca




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mercoledì, luglio 01, 2009



               L'AMORE



L'Amore, questa parola così tanto usata, così tanto spiegata


e difficilmente compresa è, secondo me, Vivere pienamente.


VIVERE se stessi, innanzitutto, VIVERE la persona che ci è accanto,


VIVERE i figli, VIVERE le persone, VIVERE la pioggia, le lacrime e


l'abbraccio.


VIVERE la terra, l'erba, il fango, i fiori e le piante. L'acqua, l'aria e il sole.


VIVERE ogni forma SENTENDO di essere quella forma stessa,


quella rappresentazione, quel manifestarsi.


Amore è RESPIRARE ed è FUSIONE.


........posso solo immaginare questo Amore, ma c'è chi lo VIVE profondamente.


E' l'Amore stesso.



Gianluca


(foto da splinder)




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giovedì, giugno 18, 2009



Non ho mai



Da tanti anni sono qua,


non ho mai scritto dell'Amore di donna


per me.


Ho sempre tenuto per me, gelosamente,


ciò che ho ricevuto da ciò che si definisce donna.


Come fosse solo mio, e nessun altro avrebbe potuto dire,


avrebbe potuto fare, avrebbe potuto sfiorare, nemmeno osare


a pensare.


Niente.


E nemmeno oggi voglio scrivere ciò che NON mi appartiene,


ciò che NON ho ricevuto, ciò che NON ho fatto.


Oggi voglio solo chiudere gli occhi


e respirare il silenzio


abbracciando di gioia


chi sente con me.



Arcobaleno


(foto da splinder)



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venerdì, giugno 12, 2009


"L’intensità delle critiche raggiunge una tale serrata diffusione da farci vacillare.


 L’isolamento poi gioca un brutto scherzo, e ci troviamo a volte a chiederci


“e se fossimo usciti dalle righe?”,


e se avessimo perso il senso del limite?”,


ma soprattutto “siamo davvero morali in quelle critiche?”.


E’ come essere soli di fronte a una folla oceanica che ti dice che sei tutto sbagliato.


 Dopo un po’ inizi a credergli. La sensazione è, vi assicuro, opprimente."


*******************************************************************************


Quante volte (fatte le debite proporzioni) mi sono sentito come in questa frase.


Queste parole, estrapolate dal sito di Paolo Barnard, esaltano la Sua grande e vera Umiltà.


Umiltà e coraggio di dire, di affermare come possa sentirsi un Uomo quando, tutto e


tutti coloro che lo circondano, facciano qualsiasi cosa per distruggere tutto il suo lavoro,


ma , di più, la sua credibilità, la sua Onestà morale ed intellettuale.


Barnard appartiene a quel ristretto gruppo di persone che, per un loro Sentire


(un preciso scopo) trovano la Forza e il coraggio di gridare, di urlare tutto ciò che


personalmente riescono a documentare con i propri mezzi.


La Vera Umiltà, secondo me, di persone come Barnard è quella di saper


comunicare (affrontandone tutte le conseguenze civili e penali e non solo...)


lasciando  agli ascoltatori la  possibilità di ragionare e  decidere con la propria


testa.  Inoltre sprona ad AGIRE, a fare qualcosa; qualsiasi cosa di cui ognuno di noi


sa e può fare. Quindi non "istruzioni per l'uso", inutili e persino dannose in certi casi,


bensì continue "avvertenze ed elenco degli ingredienti".


La sua umiltà e grandezza è quella di non voler apparire, di non voler distinguersi


(sebbene giocoforza gli succeda), bensì solo quella di informare il più correttamente


possibile.


E' un uomo, Barnard, come tanti altri.


Ma è un uomo che ha tanto coraggio, tanto; sebbene sia un uomo con i suoi timori,


paure e debolezze. E' un uomo che può sbagliare, come tutti noi, ma è moralmente


onesto, ed è straordinario questo. E' un uomo che va avanti anche con l'aiuto degli


altri. E' un uomo come tutti noi che, nonostante tutto, crede ancora in se stesso e negli


uomini.... come lui.


Lui non vuole essere un Esempio, anzi esorta il contrario; ognuno di noi, avendo una conoscenza


sempre più ampia e onesta, deve agire con la propria testa, con il proprio Sentire.


Solo così le cose hanno una possibilità di funzionare.


Altrimenti Barnard, potrebbe essere il "nuovo" Travaglio, il "nuovo" Grillo, il "nuovo"


che è solo forma riveduta e corretta (male) del vecchio più vecchio.


E' per questo che pubblico e cerco di diffondere di più le sue parole, le sue inchieste ed


è per questo che cerco di fare, ciò che posso, nei miei luoghi e con la mia gente.


E' per questo che, ognuno di noi, deve cercare di cambiare il proprio Intimo, ragionando,


 conoscendo e condividendo, con logica, il senso vero delle cose che accadono.


Grazie, Gianluca.


****************************************************************************************


"Sono tornato per un dovere di umiltà. Ribadisco la mia sfiducia nelle possibilità


che i miei compatrioti sappiano agire un qualsivoglia cambiamento,


ribadisco ogni cosa detta prima. Ma non posso essere così arrogante


da escludere altri benefici derivanti dal mio impegno civico.



Me lo hanno fatto capire le persone che mi hanno scritto, e altre persone.


Le ringrazio.



Noam Chomsky mi ha detto:


"Forse hai ragione, ma io seguo il principio della scommessa di Pascal,


che dice 'se non facciamo nulla, è certo che il peggio accadrà.


Tanto vale fare qualcosa'."


Ha ragione, e ringrazio anche lui.



Dunque, sono qui.



Paolo Barnard"





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lunedì, giugno 08, 2009


ALTRO CHE DESTRA O SINISTRA O CENTRO



Il voto, così come inteso nel dettato costituzionale dei Paesi come l'Italia,

non è libero. Ripeto: NON è libero. Perché? Perché si tratta di un sistema

 ingannevole che offre al cittadino una sola scelta, e non l'altra scelta,

 che sarebbe in assoluto la più importante. E questo è stato pensato

 dal Potere per rendere quasi impossibile sbarazzarsene.



Quando votiamo, possiamo fare una cosa sola: confermare il sistema

partitico disponibile, cioè scegliere dentro una gabbia di partiti oltre ai

 quali non v'è altra possibilità. Quella gabbia si chiama Il Potere,

Sinistra Centro e Destra. Possiamo giostrarci all'interno di essa,

ma non uscire da essa. Non possiamo cioè fare l'altra cosa,

la più cruciale, quella che ci renderebbe veramente liberi:

sfiduciare il sistema partitico disponibile,

cioè mandarlo a spasso tutto intero, per far spazio ad altro.



Il Potere, come ho già scritto in passato, ci ha oggi costretti

dentro un pollaio puzzolente dove siamo incastrati nella scelta fra

 lo Schifo e l'Orrore. Per fare un esempio: siamo obbligati a

votare lo schifoso centrosinistra italiano (che include l'appendice

decomposta della sinistra), se no ci becchiamo l'orrore del

centrodestra di Berlusconi. E questa è la fine della Storia.

Così siamo incastrati per sempre a votare, in realtà, solo il meno

 peggio di un panorama in sé comunque orribile. Non ci è data

 la possibilità di pensare a un altro panorama, a un'altra politica,

proprio a un altro modo di gestire la vita pubblica, perché votandolo

 verremmo accusati di favorire l'Orrore. Alla fine, badate bene, quando

 ci viene concesso molto, quando ci pensiamo fortunati, è perché

 all'interno di quella gabbia puzzolente viene permessa la presenza

 di un partito cosiddetto 'nuovo', che suona 'nuovo', ma che

 non lo è assolutamente. Questo è accontentarsi delle briciole.

Perché vi accontentate delle briciole?



Ma il Potere è stato anche più diabolico. Fate attenzione, seguite una

 breve metafora. Un Padrone deve, per necessità di profitto, sfruttare

 ignobilmente i suoi lavoratori, ma sa che in tal modo essi potrebbero

 ribellarsi sentendosi oppressi. Allora che fa? Li maltratta per anni fino

 all'orrore, li schiavizza senza pietà, li tortura, li riduce alla disperazione.

 Quando la situazione arriva al limite dell'umana sopportazione, quando

 è sul punto di esplodere in rivolta, il Padrone cessa l'orrore e concede

 a quei lavoratori il minimo di sopravvivenza, qualche diritto, un poco

 di cibo in più, e dichiara l'avvento di una 'nuova' era. I lavoratori si sentiranno

 liberati, accoglieranno quella 'nuova' era come una salvezza.

 Non si rendono conto che ora sono semplicemente passati dall'orrore,

 all'essere sfruttati ignobilmente (che era la mira originaria del Padrone),

e vivranno come se avessero fatto una grande conquista di libertà.

 In altre parole, il Potere li ha fregati.

E' quello che sta accadendo a noi ora (e che hanno accettato i sindacati

nel lavoro, i cittadini nei ritmi di vita, i pacifisti con le guerre, gli attivisti

 con le loro 'conquiste'...). Il Potere, che oggi ci fa vivere sotto l'Orrore,

ci permetterà  domani l'avvento dello Schifo sotto cui controllarci e

sfruttarci (che era la mira originaria del Potere), e noi grideremo alla

liberazione! dai che domani magari ce la facciamo ad avere

Franceschini o Di Pietro!, che daranno ai precari un mezzo diritto

in più! che ci lascieranno 50 euro in più nella pensione! Finalmente!

Dai che ce la facciamo!... Ma saremo sempre dentro quella maledetta

gabbia da polli puzzolente, e non ce ne renderemo conto. Così

è stato oggi negli USA con Bush e Obama. Obama sta facendo schifo,

  sta cioè proseguendo tutte le politiche d'interesse del big business,

ma tutti crediamo alla liberazione perché è finito l'Orrore!



Allora, la via d'uscita per fottere il Potere e questo suo schema diabolico

 è quella di ottenere che il voto sia veramente libero, e cioè che con esso

 il cittadino non sia solo costretto a confermare il Potere come sopra

 descritto, ma che lo possa anche SFIDUCIARE, TUTTO E PER INTERO,

 cioè non votarlo pur recandosi alle urne come tutti gli altri, e comunque

 usando il proprio diritto al voto. Questo si ottiene con una legge di modifica

 costituzionale che permetta al cittadino che non vuole più rassegnarsi

alla tragica scelta fra Schifi e Miserie oppure Orrorori e Abomini, di recarsi

alle urne e apporre una croce sulla scheda nell'apposita casella 'NESSUNO DI VOI',

 a fianco degli altri simboli. Questo voto andrà contato esattamente come gli altri voti,

e si dovrà tradurre in seggi VUOTI in Parlamento. Così un anno avremo il 4%

del Parlamento vuoto, sedie vuote. Più avanti potrebbero diventare il 22%,

 o il 40%. Si saprà in tal modo che il 4 o il 22 o il 40 per cento degli italiani non

ci sta più!, e la loro ribellione sarà visibile a tutti e riconosciuta dalla

Costituzione del Paese con pari dignità delle altre scelte. Tutto questo

fino a che quella quota di cittadini non sarà soddisfatta dalla presenza

sulla scena politica di una Vera alterativa, cioè di un orizzone veramente

 aperto, e non più di rimpasti cosmeticamente abbelliti fatti dal vecchio

putridume di Schifi e Miserie oppure Orrorori e Abomini. E il Potere

sarà fottuto, perché non ci controllerà più nella sua gabbia.



Ecco come si fa. Fate attenzione al vostro pollaio. Non cascateci più.



P.S. Non scrivete a me, agite!


PAOLO BARNARD


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domenica, giugno 07, 2009



Ad un solo kilometro...


 


Stavolta è passata vicina, molto vicina la paura, il terrore, la devastazione.


Ad un solo kilometro da casa mia, dal mio posto di lavoro, dai miei respiri.


In un attimo il cielo si è oscurato, un nero indescrivibile e un vento fortissimo,


quel vento che qui, ha sempre accarezzato visi, rami e nidi d'uccello, quel vento


che ho sempre ascoltato e che ho immaginato d'essere....ha spazzato via, ha


distrutto, ha abbattuto con una forza irrefrenabile tutto ciò che ha incontrato, seguendo


un percorso, una strada, una scia ben definita.


Appena più in là, la mia casa, la mia famiglia, le mie cose.


***********************************************************************


Oggi sono andato, ho cercato di aiutare, ho condiviso stupore e dolore di chi ha


perso tutto. Ma siamo ancora tutti vivi, molto più fortunati di altri.


Non ci sono parole, solo l'ulteriore constatazione di quanto poco siamo e quanto


niente contino le cose materiali.


Sembra tutto così assurdo eppure Vero.


Gianluca



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sabato, giugno 06, 2009


Ho immaginato


prati di colori sconfinati


intrisi di suoni e magie.


Ho immaginato solitudine e liberazione.


Ho immaginato di essere solo Vento.


Ho immaginato acqua che arde


e fuoco che scorre.


Poi un sorriso  e, senza accorgermene,


i miei occhi verso il cielo.



Ecco cos'ho Vissuto


stanotte.



Arcobaleno




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domenica, maggio 31, 2009



Sta cambiando....



Ai miei tempi, si giocava per strada, abitualmente. Senza problemi, un pallone, quattro amici


e la voglia di stare insieme, al sole e all'aria aperta.


Oggi non si può più; macchine, caos, inquinamento, divieti dappertutto, nessuno che


sopporta più niente. E i ragazzi, di domenica stanno chiusi in casa, con i-pod, playstation,


pc e televisione. Tutti accesi contemporanemente al buio della propria camera. Nemmeno


alzano la persiana e rimangono sul letto giorno e notte.


Le relazioni tra loro avvengono via sms...


Il sole è già spento per tanti giovani.


Che peccato.


I giorni scorrono come lampi e mentre osservi, già è cambiato tutto.


I migliori se ne stanno andando e non sembra ci sia un ricambio.


Per chi vive di rimpianti è un brutto momento, eppure se siamo qui, adesso,


significa che c'è un senso preciso. Noi dobbiamo vivere questa fase.


Non c'è scampo, è logico.


Anche se triste, è così. A volte fa bene ricordare quando giocavamo per strada.


Ma non è quello il nostro compito.


Dobbiamo capire che il sole c'è, anche se oltre il buio della stanza.


Dobbiamo capire che tutto serve, tutto.


Non è così facile, però.


Vorrei che qualcuno mi desse uno specchio, anche piccolo....poi guardo meglio


e vedo che c'è l'ho già, da sempre.


Sta cambiando, è vero, ma necessario.


Gianluca



postato da leonatopo alle 21:27 commenti (3)

giovedì, maggio 28, 2009



Sguardi e silenzi parlano più di qualsiasi Suono.


E' importante le consapevolezza.


Basta saper Immaginare.



Arcobaleno


(foto dalla rete)



postato da leonatopo alle 18:27 commenti (4)

mercoledì, maggio 20, 2009


IL BENE E IL MALE




Durante una lezione, un professore lanciò una sfida ai


suoi alunni con la seguente domanda:




“Dio creò tutto quello che esiste? “ ”Un alunno rispose con coraggio:”


Sì, Lui creò tutto… “



“Realmente Dio creò tutto quello che esiste?” domandò di nuovo il maestro.



Sì signore, rispose il giovane.



Il professore rispose: “Se Dio ha creato tutto quello che esiste,


 Dio ha fatto anche il male, visto che esiste il male!


E se stabiliamo che le nostre azioni sono un riflesso di noi stessi,


Dio è cattivo!”



Il giovane ammutolì di fronte alla risposta del maestro,


inorgoglito per aver dimostrato, ancora un volta, che la fede era un mito.







Un altro studente alzò la mano e disse: “Posso farle una domanda, professore?”



“Logico”, fu la risposta del professore.



Il giovane si alzò e chiese:” Professore, il freddo esiste?”



“Però che domanda è questa?… Logico che esiste,


o per caso non hai mai sentito freddo?”



Il ragazzo rispose: “ In realtà, signore, il freddo non esiste.


 Secondo le leggi della Fisica, quello che consideriamo freddo,


 in realtà è l’assenza di calore. Ogni corpo o oggetto lo si può studiare


 quando possiede o trasmette energia; il calore è quello che


 permette al corpo di trattenere o trasmettere energia.


 Lo zero assoluto è l’assenza totale di calore;


tutti i corpi rimangono inerti, incapaci di reagire,


però il freddo non esiste. Abbiamo creato questa definizione


per descrivere come ci sentiamo quando non abbiamo calore ”.







“E,… esiste l’oscurità?”, continuò lo studente. Il professore rispose: “Esiste”.



Il ragazzo rispose: “Neppure l’oscurità esiste.


 L’oscurità, in realtà, è l’assenza di luce. La luce


 la possiamo studiare, l’oscurità, no! Attraverso il prisma


 di Nichols, si può scomporre la luce bianca nei suoi vari colori,


con le sue differenti lunghezze d’onda. L’oscurità, no!…


 Come si può conoscere il grado di oscurità in un determinato spazio?


 In base alla quantità di luce presente in quello spazio.


 L’oscurità è una definizione usata dall’uomo per descrivere


 il grado di buio quando non c’è luce”.







Per concludere, il giovane chiese al professore: “Signore, il male esiste?”



E il professore rispose: “Come ho affermato all’inizio, vediamo stupri, crimini, violenza in tutto il mondo. Quelle cose sono del male”



Lo studente rispose: “ Il male non esiste, Professore,


 o per lo meno non esiste da se stesso.


Il male è semplicemente l’assenza di bene…


 Conformemente ai casi anteriori, il male è una definizione


 che l’uomo ha inventato per descrivere l’assenza di Dio.


 Dio non creò il male...



Il male è il risultato dell’assenza di Dio nel cuore degli esseri umani.


 Lo stesso succede con il freddo, quando non c’è calore,


o con l’oscurità, quando non c’è luce“.







Il giovane fu applaudito da tutti in piedi, e il maestro,


scuotendo la testa, rimase in silenzio.







Il rettore dell’Università, che era presente, si diresse verso


 il giovane studente e gli domandò: “Qual è il tuo nome?”


 La risposta fu: “Mi chiamo Albert Einstein”.




(dal blog giopop.blogspot.com)



postato da leonatopo alle 19:02 commenti (3)

martedì, maggio 19, 2009


Grazie a te Gian.


Se un giorno ci incontreremo


 significherà che un qualcosa è compiuto.



Si, senza nessun dubbio.


Per sempre.


Gianluca



postato da leonatopo alle 17:31 commenti

mercoledì, maggio 13, 2009









                                                                                      DUE NOTIZIE








Oggi, due notizie; la prima avverte che, probabilmente, il virus dell'influenza suina "sarebbe" stato creato








artificialmente in laboratorio e "sarebbe" sfuggito casualmente al controllo, mentre si stava lavorando ad








un vaccino. La fonte avverte che non c'è niente ancora di ufficiale, però sembrerebbe molto probabile la








causa di questo virus.








E' inutile, credo, alcuna parola al riguardo, se non l'ennesima prova della nostra assoluta stupidità.








La seconda notizia, invece, ci informa che, dopo decenni, le balene blu hanno ripreso la migrazione








estiva sulle antiche rotte a nord, verso l'Alaska. Una cosa bellissima, dopo che questi esseri meravigliosi








hanno rischiato l'estinzione per causa nostra; seppur ancora in pericolo, 15 esemplari (si quindici) hanno








ritrovato l'antica strada, mai perduta, mai dimenticata ma solo sospesa per ora ritornarvi, più vivi e forti che








mai.








Due notizie così lontane apparentemente, ma così importanti per la nostra vita, sempre che sappiamo








e vogliamo farle nostre.








La fine che l'uomo vorrebbe infliggere a se stesso e....la natura che, nonostante tutto, riprende la via,








riallaccia lo strappo, continua la Speranza.








Bellissimo.








Come, purtroppo, triste, nessun commento ai post su Barnard....








Gianluca










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sabato, maggio 09, 2009


PAVIDI (di Paolo Barnard)



Vi dibattete con fatica immane, vi disperate, vi consumate la vita,


per acchiappare ombre. Avete degli ‘eroi’ che per far soldi


 ed essere ‘divi’ vi incoraggiano a continuare.


Dovreste odiarli, ma li amate.


Berlusconi? E dov’è il problema?


La Camorra? E dov’è il problema?


Le guerre imperiali? E dov’è il problema?


La fame nel mondo? E dov’è il problema?


Sono tutte espressioni dei Sistemi di Potere, brutali, corrotti, avidi. E dov’è il problema?


I Sistemi di Potere, brutali, corrotti, avidi sono la cosa più comune


 della Storia dell’umanità, nulla di nuovo, ci sono sempre stati:


gli imperi coloniali, la schiavitù, la barbarie, l’Inquisizione,


 le tirannie, lo sfruttamento delle masse, dei bambini, i fascismi,


certi comunismi, tutti fenomeni confronto a cui Berlusconi


e la Camorra sono minuzie. Vogliamo forse paragonare i


Conquistadores spagnoli alla Lega? I Gulag alla Campania?


Ma i popoli si sono organizzati, e li hanno sempre uno a uno spazzati via.


 Lo hanno fatto quando non c’era la Tv, non c’era Internet,


 non c’erano le democrazie. Lo hanno fatto quando rischiavano la tortura,


 lo sterminio, la sparizione nelle fosse comuni, e quando non esisteva


 una giustizia di alcun tipo a tutelarli. Ma lo hanno sempre saputo fare.


Il dramma del nostro tempo è che non siamo più capaci di farlo. Tutto qui. Pensateci.


Il dramma non è l’esistenza di Berlusconi o di Putin, del Fondo Monetario


 o di Wall Street. Il dramma non è che ci manca l’informazione,


 non è infatti che non sappiamo quanto brutali, corrotti, avidi essi siano.


Il dramma è che non sappiamo più spazzarli via.


 E siamo i primi nella Storia a essere così pavidi.


Potreste pensionare ogni vostro ‘paladino’ dall’Antisistema


 per 200 anni, senza perderci assolutamente nulla.


Perché il dramma siete voi, noi, tutti noi e la nostra pavidità.


Paolo Barnard


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Sono Paolo Barnard.


Per la Palestina, per il disgusto dei falsi moralizzatori, rispondo con questo



http://www.youtube.com/watch?v=8uGtn7tSCCA&feature=channel_page



a questo



http://www.youtube.com/watch?v=c_rm_V8FdTk&feature=related



Per favore, se volete fare qualcosa, divulgate, non scrivete a me. Vostro B.


......e cominciamo a fare qualcosa. Ognuno per ciò che può


e DEVE.


Gianluca



 


 





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